Polizia criminale ed Eurispes insieme per rafforzare la conoscenza dei fenomeni criminali

Protocollo Criminalpol Eurispes
5 Febbraio 2021
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Ultimo aggiornamento
Domenica 7 Febbraio 2021, ore 18:25
Vice capo della Polizia Rizzi «L’urgenza di un continuo confronto tra Forze di polizia e settore della ricerca è alla base del protocollo sottoscritto oggi»

Il vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, Vittorio Rizzi, e il presidente dell’Eurispes (Istituto di studi politici, economici e sociali), Gian Maria Fara, hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa per implementare la collaborazione già esistente tra le due istituzioni.

L’accordo consentirà a Eurispes e al Servizio analisi criminale della direzione centrale della Polizia Criminale, di condurre ricerche di settore, studi e approfondimenti congiunti sui vari fenomeni criminali, attingendo al rispettivo patrimonio informativo.

Verranno, inoltre, promosse attività culturali, iniziative editoriali e formative - anche aperte a soggetti terzi - al fine di trasmettere le rispettive conoscenze agli operatori del settore e, in particolar modo, alle Forze di polizia chiamate a effettuare una sempre più efficace azione di prevenzione e contrasto alla criminalità.

Nel sottolineare «la necessità di un continuo scambio tra forze di polizia e tutte le espressioni della società civile, del mondo sociale, economico, accademico», il prefetto Rizzi ha voluto ribadire «l’urgenza del confronto per quelle articolazioni la cui mission è ispirata alla cultura dell’intelligence, come il Servizio analisi criminale. Grazie alla continua osmosi con il mondo della ricerca è possibile cogliere precocemente i segnali del cambiamento della società, la cui individuazione costituisce il presupposto indefettibile per orientare l’azione strategica e operativa del law enforcement».

«Fare squadra» nel contrasto ai fenomeni criminali attraverso il dialogo e lo scambio di dati e informazioni tra realtà pubbliche e private è il valore che il professor Fara ha voluto attribuire alla sottoscrizione del protocollo «nella convinzione che di fronte a una società in crescente evoluzione occorre non cedere alle semplificazioni ma affrontare i fenomeni che essa esprime attraverso una lettura interdisciplinare e complessa».