Prefettura di Catania contro la dispersione scolastica: al via incontri nei quartieri a rischio

Riunione a Librino dell'osservatorio dispersione scolastica: al tavolo il prefetto di Catania Librizzi, il sindaco e il presidente del tribunale dei minorenni
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Staff della prefettura
31 Luglio 2021
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Ultimo aggiornamento
Martedì 3 Agosto 2021, ore 10:19
Partite da Librino le sedute itineranti dell'osservatorio metropolitano, in collaborazione con comune, tribunale minori e associazioni

Interventi integrati per superare il problema della dispersione scolastica, che pesa sulla provincia di Catania, dove il tasso è in media del  24%.

In uno dei quartieri "difficili" della città, Librino, nell'istituto onnicomprensivo Musco, si è riunito ieri per la prima di un ciclo di riunioni itineranti nelle aree urbane più a rischio evasione scolastica, l'Osservatorio metropolitano per il coordinamento e il monitoraggio degli interventi volti a contrastare la criminalità minorile e la dispersione scolastica, attivato in prefettura nell'ambito di un'intesa sulla creazione di percorsi di formazione civica.

Il prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi, ha aperto l'incontro, dopo il saluto del sindaco Salvo Pogliese, indicando l'obiettivo dei lavori: mappare tutte le realtà di volontariato sociale e religioso e i centri di aggregazione ed educativi, anche comunali, presenti nei quartieri a rischio per «mettersi in rete e sopperire a situazioni deficitarie, e per avviare insieme processi di educazione civica volti a formare cittadini responsabili».

Il tema è quello del progetto "Liberi di scegliere" finanziato dal Pon Legalità e dedicato ai minorenni che vivono in contesti fortemente condizionati dalle mafie, considerato lo stretto nesso tra dispersione scolastica e criminalità evidenziato durante l'incontro dell'osservatorio dal presidente del tribunale per i minorenni Roberto Di Bella, che ha parlato della dispersione come di una «bomba sociale che va ad alimentare, nel migliore dei casi, il mercato del lavoro nero e le file della criminalità».

Tra le iniziative annunciate dal prefetto Librizzi, l'attivazione di tavoli tematici nei quartieri incentrati sulla formazione e sul contrasto alla dispersione scolastica, nell'ambito di percorsi di legalità pensati per i ragazzi. Essenziale in funzione preventiva anche l'attività di vigilanza e controllo delle Forze dell'ordine, in particolare sui giovanissimi che girano durante l'orario scolastico

Tra gli interventi prospettati come necessari dal presidente del tribunale per i minori, un maggior coinvolgimento delle scuole, che devono aumentare il tempo pieno intervenendo sulle strutture e aprendole eventualmente alle associazioni, e collaborare con Forze dell'ordine e magistratura segnalando i casi di dispersione attraverso un modulo predisposto allo scopo, anche per consentire alla procura di convocare le famiglie e sensibilizzarle. Sempre a fini di sensibilizzazione, il comune avvierà una campagna per far conoscere l'Osservatorio metropolitano e le sue finalità e attività.

Allo studio anche una forma di coinvolgimento dell'Inps, che potrebbe revocare i benefici legati alla frequenza scolastica, di cui godono molte famiglie dei quartieri più poveri economicamente. Non ultimo, il potenziamento della rete dei centri di aggregazione comunale, anche puntando su convenzioni con associazioni culturali e sportive per assicurare attività integrative pomeridiane ai ragazzi, senza dimenticare la necessità di potenziare il tempo pieno nelle scuole.

Coinvolta anche l'università di Catania, che grazie ai suoi studenti futuri assistenti sociali contribuirà a creare una banca dati dei casi di dispersione scolastica sul territorio della città metropolitana, utile per l'attività dell'Osservatorio.

Ascoltate anche le associazioni di quartiere e di volontariato, con proposte per aumentare l'offerta di attività formative integrative a bambini e ragazzi.

L'Osservatorio sulla dispersione scolastica proseguirà gli incontri itineranti in base alla mappatura in sei macro-aree a rischio del territorio messa a punto da un gruppo di lavoro del tribunale per i minori.