Protocollo di legalità tra prefettura di BAT e Autorità portuale Adriatico meridionale

Il prefetto Valiante (a destra) e il presidente dell'Autorità portuale Patroni Griffi al tavolo per la firma del protocollo
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Prefettura di BAT
14 Maggio 2021
Ultimo aggiornamento
Sabato 15 Maggio 2021, ore 09:30
Verifiche antimafia anche nei contratti sottosoglia e penali per un contrasto più efficace ai tentativi di infiltrazione

Controlli anche al di fuori dei casi previsti dal Codice delle leggi antimafia per affidamenti, contratti, autorizzazioni pubblici e concessioni demaniali; migliore scambio di informazioni tra amministrazioni coinvolte e applicazione di penali all'impresa raggiunta da interdittiva antimafia.

È il pacchetto di misure previste per ampliare l'ambito di prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata dal protocollo di legalità firmato questa mattina a Barletta nella sede della prefettura di Barletta-Andria-Trani (Bat) dal prefetto Maurizio Valiante e dal presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli Ugo Patroni-Griffi.

L'obiettivo è garantire massime legalità e trasparenza in appalti pubblici e procedure concorsuali, e il rispetto delle normative antimafia e anti-corruzione ancora più necessario oggi - come sottolinea il prefetto Valiante - per prevenire «la tendenza della criminalità organizzata di penetrare i principali settori dell’economia legale, e in particolare quello degli appalti pubblici, proprio in periodi di particolare congiuntura economica negativa».

Questo rischio «richiede infatti l’innalzamento della soglia di attenzione da parte delle istituzioni, attraverso iniziative ed interventi preventivi», come quelli previsti dall'intesa, che impegna l'Autorità portuale del mare Adriatico Meridionale a una serie di azioni anche per i contratti d'appalto relativi a servizi, forniture, lavori e opere di importo compreso tra 40mila e 150mila euro, e in particolare a:

  • verificare l'iscrizione delle imprese alla “White List” (elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, operanti nei settori esposti maggiormente a rischio);
  • chiedere, nel caso in cui l'impresa non vi sia iscritta, l'informativa antimafia alla prefettura;
  • applicare all'impresa successivamente raggiunta da interdittiva antimafia (emessa dalla stessa prefettura), oltre alla risoluzione immediata e automatica del contratto, una penale a titolo di liquidazione del danno in misura del 15% del valore del contratto.

Per questo il protocollo rappresenta, anche secondo il presidente dell'autorità Patroni Griffi, «uno strumento importante» per promuovere «legalità, trasparenza e snellimento dell’attività amministrativa», potenziando il livello di contrasto ai tentativi delle mafie di infiltrare l'economia dei un territorio già segnato dalla crisi.

«Potenziamo così la presenza dello Stato nella gestione e nella realizzazione delle opere pubbliche legate al settore marittimo - ha detto il prefetto Valiante - in un territorio esposto alle interferenze della criminalità anche nei principali settori dell'economia».