Reggio Emilia, costruire coesione sociale per integrare i giovani migranti

Reggio Emilia, immagine della prefettura
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prefettura di Reggio Emilia
22 Luglio 2021
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Ultimo aggiornamento
Giovedì 22 Luglio 2021, ore 11:39
È tra gli obiettivi del progetto presentato in prefettura 

Prevenire la marginalità sociale dei giovani immigrati e favorire la partecipazione delle comunità migranti, rafforzando l’azione di mediazione sociale delle istituzioni. Sono tra gli obiettivi del nuovo progetto FAMI “Strategie interculturali per costruire coesione sociale”, presentato ieri in prefettura a Reggio Emilia.

L'iniziativa, guidata dalla prefettura, coinvolge come partner l’Università di Modena e Reggio Emilia, il Centro interculturale Mondinsieme e la Fondazione E35, e nasce dall’esigenza di affrontare la complessa  sfida dell’integrazione dei migranti, specie quelli di seconda generazione.

Il territorio di Reggio Emilia è contraddistinto da una pluralità di iniziative che vedono la collaborazione e il coinvolgimento di attori pubblici e della società civile per la promozione del dialogo interculturale. Tuttavia, emerge la necessità di una più attiva partecipazione, incluse le comunità migranti, alla definizione di una più incisiva strategia per prevenire il conflitto sociale e promuovere la convivenza pacifica.

Per favorire questo progetto, la prefettura di Reggio Emilia intende, quindi, promuovere un approccio integrato nella governance del fenomeno migratorio sul territorio, rafforzando le reti esistenti e assicurando il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti.

Il prefetto Iolanda Rolli, nel constatare le positive sinergie che caratterizzano i rapporti istituzionali nel territorio reggiano, ha evidenziato che le prime attività del progetto saranno rivolte all’analisi dei fattori di rischio e degli indicatori di disagio relativi a tutti i giovani residenti sul territorio della provincia di Reggio Emilia e alla mappatura delle iniziative già in essere.