Reggio Emilia e il rischio usura, il prefetto: «Non abbiate paura a denunciare»

Prefettura di Reggio Emilia - Cortile interno
31 Gennaio 2021
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Ultimo aggiornamento
Domenica 31 Gennaio 2021, ore 10:27
Fondamentale agevolare l'accesso agli aiuti da parte di famiglie e imprese in difficoltà

«Non si deve aver paura di segnalare chiunque si proponga per prestiti con modalità anomale». L'appello lo lancia il prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, che in un'intervista alla Gazzetta di Reggio, traccia un quadro sulla situazione e sul rischio usura sul territorio colpito, come tutto il Paese, dalla crisi causata dalla pandemia.

Il livello di attenzione, assicura il prefetto, è elevatissimo ma l'unica soluzione resta comunque la denuncia, nella certezza che sarà garantita la massima riservatezza. «L'impatto economico del Covid è devastante e le organizzazioni criminali, prosegue, riescono con più facilità ad agganciare famiglie, esercenti e imprenditori che hanno bisogno di liquidità. Un'aggressione continua alla libertà e alla vita civile della comunità in grado di inquinare fortemente il nostro sistema produttivo e speculare sulle fragilità delle famiglie.

Il pericolo, infatti, che deriva dalla crisi attuale espone il tessuto economico locale a essere più facile preda di manovre di avvicinamento da parte della criminalità organizzata. Siamo in una fase storica, sottolinea il prefetto, in cui il denaro sporco viene investito in attività apparentemente lecite, capaci di resistere ad ogni difficoltà finanziaria, e questo evoluto modello di illegalità, che oggi può avvalersi della complicità di "insospettabili", può immaginare operazioni di apparente salvataggio di aziende in difficoltà». 

Sul fenomeno, poi, delle false fatturazioni, il prefetto spiega come sia «il più semplice, attraverso cui la criminalità organizzata ricicla il proprio denaro e come causi danni a intere filiere produttive a causa della concorrenza sleale delle imprese controllate dalla criminalità, potendo applicare tariffe fuori mercato grazie al denaro illecito. La falsa fatturazione può nascondere, inoltre, pagamenti di natura illecita ma può essere, anche, utilizzata per ottenere rapidamente liquidità e per coinvolgere persone in difficoltà economica nel sistema della falsa fatturazione».

Ma esiste anche un modo per tutelarsi, sottolinea Rolli. «Chi ha subito danni, alla persona o alla propria impresa a causa del racket o dell'usura può ricevere a titolo di risarcimento un contributo del Fondo di solidarietà. In ogni prefettura è presente un referente che può fornire informazioni e sostegno per presentare la richiesta dei benefici economici. Accedendo al "Portale delle domande di accesso al Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura" può essere presentata la domanda a un servizio online attivo tutti i giorni dalle 7.30 alle 22».

Accanto all'attività di contrasto, garantita dalle forze di polizia, poi, viene svolta un'azione di prevenzione attraverso una costante attività di ascolto, dialogo e confronto con gli attori istituzionali, i rappresentanti delle parti produttive e del sistema finanziario e creditizio al fine di agevolare l'accesso agli strumenti di sostegno alle famiglie e alle imprese in momentanea difficoltà. 

«La prefettura, annuncia infine il prefetto, riattiverà, insieme ad Abi, Camera di commercio e Ordini professionali l'Osservatorio sul credito per affinare la collaborazione con tutto il sistema provinciale. Saranno implementati i punti di ascolto quali autentiche sentinelle sul territorio, in modo da creare un sistema di rete e superare le difficoltà acuite dalla crisi pandemica».