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Riparte il lavoro del Tavolo Integrazione

13 Febbraio 2020

Ultimo aggiornamento:

Giovedì 20 Febbraio 2020, ore 13:35
Riunione al Viminale con il viceministro Mauri: necessari interventi mirati per un modello di accoglienza che funzioni

Prima riunione, ieri al Viminale, del Tavolo Integrazione, a due anni dall'ultimo incontro. Lo ha precisato concludendo i lavori il viceministro all'Interno Matteo Mauri, sottolineando l'importanza della scelta del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese di riconvocare l'organismo, a testimoniare "la volontà di lavorare con pragmatismo e senza demagogia per risolvere concretamente tutte le difficoltà e le complicazioni che riguardano la gestione del nostro sistema di accoglienza”.

All'ordine del giorno l'aggiornamento del Piano nazionale integrazione, sotto il profilo dei nuovi obiettivi da raggiungere, degli ambiti da potenziare e dell’individuazione delle priorità di intervento.   

Il Piano ha la funzione di individuare delle linee di indirizzo in materia di integrazione, con l’obiettivo primario di consentire l'uscita dalla dimensione dell’assistenza per il raggiungimento di una reale autonomia della persona.

«Per avere un modello di accoglienza e di integrazione che funzioni bene bisogna prevedere interventi specializzati, mirati e di qualità», ha spiegato Mauri ribadendo che si sta lavorando su questi aspetti. «Anche in questo modo», ha aggiunto, «potremo garantire più sicurezza a tutti, affrontando i problemi con serietà e responsabilità».

Al tavolo della riunione, introdotta e coordinata dal capo del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione Michele Di Bari, erano presenti rappresentanti dei ministeri del Lavoro, Esteri, Salute, Politiche sociali, Politiche agricole, Istruzione, Università, e rappresentanti del dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, della Conferenza delle regioni, dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), dell'Unione delle province d'Italia (Upi), della Commissione nazionale per il diritto di asilo e dell'Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr).

Presenti anche rappresentanti del dipartimento della Pubblica Sicurezza.

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