Roma, più investimenti e controlli per le periferie in crisi da Covid

Prefettura di Roma
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Redazione
11 Marzo 2021
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Ultimo aggiornamento
Giovedì 11 Marzo 2021, ore 14:54
Il prefetto analizza le cause e propone alcune misure per affrontare il crescente disagio in alcune zone della Capitale

«Le periferie di Roma sono l'emblema della cronicizzazione di fenomeni partiti da lontano che il Covid sta esasperando: povertà ed emarginazione aumentano». L'analisi è del prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, che in un'intervista al quotidiano la Repubblica illustra quelle che sono le questioni aperte specialmente sul lato della sicurezza urbana e del degrado anche alla luce di gravi fatti di cronaca avvenuti recentemente in alcune aree della Capitale.

«Secondo i dati Caritas, come riferisce il prefetto, a Roma ci sono 14 mila persone che vivono in occupazioni abitative, 12 mila in attesa di un alloggio, 8 mila senza fissa dimora. Aumentano le persone che si rivolgono ai centri che offrono aiuti alimentari. Nuove fasce di popolazione appaiono sulla scena della povertà: filippini, rumeni, peruviani, tutti quelli che vivevano sul filo del precariato in condizioni di normalità e che il grande tsunami della pandemia ha trascinato nella povertà. La crescita di emarginazione e marginalità è il substrato su cui attecchiscono certi fenomeni criminali e di insicurezza su cui bisogna intervenire». 

Commentando, poi, gli episodi avvenuti ad Acilia e a Villa Gordiani in un parco abbandonato e in un altro dove manca l'illuminazione pubblica, Piantedosi invita gli amministratori locali a «individuare canali di finanziamento come quelli europei per la riqualificazione urbana».

«Lo Stato c'è, prosegue il prefetto, si deve fare vedere anche con operazioni ad alto impatto. Abbiamo recuperato lo strumento degli osservatori sul territorio. Siamo stati a Tor Pignattara, a Tor Bella Monaca, andremo a San Basilio. Abbiamo individuato luoghi di riferimento della criminalità nei quartieri e stiamo intervenendo, in sinergia con Comune e Regione, per chiuderli e ritirare le licenze in caso di esercizi commerciali».

Il messaggio del prefetto, infine, è chiaro: «La situazione nelle periferie è seria, il problema profondo, l'attenzione richiesta, costante. Bisogna tenere sotto controllo i temi socio-economici perché sono il brodo di coltura su cui attecchiscono i fenomeni criminali».