Il "sistema truffe" nel mirino della prefettura di Sondrio

Truffe agli anziani
20 Novembre 2020
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Ultimo aggiornamento
Venerdì 20 Novembre 2020, ore 14:25
L'incessante attenzione al fenomeno ha consentito la predisposizione di un decalogo dei metodi maggiormente  utilizzati

La prefettura di Sondrio ha da tempo attiva un forte monitoraggio del fenomeno delle truffe. Il tema, infatti, è continuamente seguito dalla prefettura che, insieme alle forze dell'Ordine, lo ha praticamente ininterrottamente trattato nelle riunioni del comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e in quelle tecniche di coordinamento, in alcune anche con la partecipazione del dirigente del compartimento della Polizia Postale di Milano.

Malgrado si sia registrata una flessione delle truffe perpetrate nella provincia di Sondrio, (51 episodi dall'inizio dell'anno) soprattutto di quelle commesse in presenza, occorre evidenziare che queste rappresentano ovviamente solo una parte del fenomeno: bisogna infatti aggiungervi quelle perpetrate a distanza (via telefono, internet, ecc.). La cosa che hanno in comune è che, com’è noto, colpiscono principalmente gli strati più vulnerabili della popolazione, in particolar modo le persone anziane.

E' più che mai necessario, dunque, monitorare con attenzione il fenomeno complessivo, che è in continua evoluzione. Infatti, lo schema tipico con il quale i truffatori agiscono è quello di cambiare dopo breve tempo gli stratagemmi e gli artifizi adottati, usando metodi non ancora conosciuti, che non destino sospetti.

Le strategie sono in continuo mutamento, tuttavia le Forze dell’ordine territoriali e il comando della Polizia Postale di Milano sono riuscite a delineare molti di questi modelli.

Il prefetto di Sondrio intende attivare iniziative che vanno oltre la mera raccolta e analisi dei dati promuovendo  campagne informative e di sensibilizzazione, soprattutto a favore delle persone anziane che risultano essere, come accennato, sempre le più colpite. E' proprio di oggi la firma di una circolare ai sindaci, al dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale e al dirigente generale dell’Agenzia di Tutela della Salute, che chiede l'adozione di iniziative ritenute più opportune per favorire una capillare conoscenza del problema da parte della popolazione, anche tramite associazioni, istituzioni scolastiche, notiziari locali.

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