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Un terzo dei comuni perugini applica il controllo di vicinato

14 Febbraio 2020

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 14 Febbraio 2020, ore 13:14
Con Magione, Piegaro e Todi salgono a 23 i comuni aderenti a questo modello di sicurezza partecipata

Firmato questa mattina a Perugia, in prefettura, il protocollo tra l'ufficio territoriale del governo e i comuni di Magione, Piegaro e Todi sul controllo di vicinato.

Con i 3 nuovi enti firmatari sale a 23 - circa un terzo - il numero dei comuni della provincia di Perugia che aderiscono a questo modello di sicurezza partecipata e integrata promosso da prefettura ed enti locali, che assegna ai cittadini, in particolare residenti, un ruolo attivo nella prevenzione e nel controllo del territorio.

Un ruolo spiegato dal prefetto Claudio Sgaraglia nelle dichiarazioni seguite alla firma dell'intesa, siglata anche dai sindaci di Magione, Piegaro e Todi: Giacomo Chiodini, Roberto Ferricelli, Antonino Ruggiano.

Svolgere attività di controllo del vicinato, ha detto il prefetto, consente ai cittadini di fornire un personale contributo per la sicurezza della comunità locale, rafforzando l’azione di contrasto dell'illegalità in un quadro preciso di regole, nel rispetto delle competenze esclusive delle Forze dell'ordine e delle Polizie locali. In quest'ottica, agli abitanti viene richiesto unicamente, ha proseguito Sgaraglia, di «alzare il livello di attenzione attraverso poche, semplici modalità: tra queste, il “far sapere” che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli di ciò che accade intorno a loro, prestare maggiore attenzione alle situazioni anomale che possono generare apprensione e allarme, provvedere esclusivamente a segnalare le eventuali criticità alle istituzioni competenti».

Tra le modalità di comunicazione c'è l'instant messaging, le chat, che i comuni firmatari si impegnano ad attivare.

Tra gli impegni assunti dai comuni con la firma dell'intesa c'è anche quello di implementare i sistemi di videosorveglianza, importante presidio di sicurezza, e di vigilare sul corretto esercizio della facoltà di controllo del vicinato, che non deve trasformarsi in forme - vietate - di pattugliamento del territorio o sconfinare in attribuzioni esclusive delle Forze di polizia.

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