Trieste: implementati i controlli e semplificate le riammissioni degli immigrati irregolari

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15 Maggio 2020
Ultimo aggiornamento
Venerdì 15 Maggio 2020, ore 19:37
Continua l’impegno delle Forze di polizia nel contrasto agli arrivi dalla rotta balcanica

Con il progressivo allentamento delle misure per l’emergenza epidemiologica da Covid-19, sono stati rimodulati i servizi di controllo lungo la fascia confinaria in provincia di Trieste, dove vengono rintracciati i migranti che utilizzano la rotta balcanica per giungere nel nostro Paese.

La questione è stata affrontata nel corso della riunione di coordinamento delle Forze di polizia che si è svolta questa mattina, presieduta dal prefetto di Trieste Valerio Valenti.

Sulla scorta di precise direttive ministeriali, sono stati approfonditi alcuni aspetti procedurali sull’istruttoria delle posizioni dei richiedenti asilo e sui rapporti di collaborazione con gli organismi di polizia slovena.

In particolare, è stata condivisa l’esigenza di rinnovare la cooperazione nel contrasto all’immigrazione irregolare anche dando nuovo impulso alle procedure di riammissione informale, secondo gli accordi stabiliti con la Slovenia e in sintonia con la normativa europea in tema di protezione internazionale.

«Tutto si muove - ha evidenziato il prefetto Valenti - nella scia dell’interlocuzione avvenuta negli scorsi giorni tra i vertici dei ministeri dell’Interno di Italia e Slovenia, nel corso della quale è stata condivisa l’esigenza di implementare le attività di controllo e semplificare l’applicazione delle procedure per le riammissioni, con particolare riferimento a quelle cosiddette informali, in un contesto di rinnovata collaborazione».

Dalla prossima settimana, sarà costante il monitoraggio per verificare dove c’è particolare necessità di attenzione. Il dispiegamento sul territorio della Polizia di Stato, disposto dal ministero dell’Interno, si avvale di una consistente aliquota di militari a integrazione del dispositivo di “strade sicure” attivo in provincia.

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