Vendita online di falsi green pass, la Polizia postale sequestra diversi canali Telegram

Operatori della Polizia postale ai computer (immagine dal video della Polizia di Stato sull'operazione anti-Green Pass falsi)
9 Agosto 2021
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Ultimo aggiornamento
Lunedì 9 Agosto 2021, ore 13:37
Ipotesi di truffa e falso per la compravendita di certificazioni contraffatte sulla vaccinazione anti-Covid19

Il certificato green pass, che attesta l'avvenuta vaccinazione anti-Covid19 rilasciata dal ministero della Salute, non può essere falsificato o manomesso perché ogni singola certificazione viene prodotta digitalmente dallo stesso ministero con una chiave privata, che ne assicura l’autenticità. A ogni controllo attraverso l'app dedicata ufficiale VerificaC19, viene interrogata la banca dati ministeriale che contiene l’elenco ufficiale della popolazione vaccinata. Per questi motivi, un QR-CODE generato con una certificazione non autentica non supererebbe la procedura di verifica, risultando falso.

Lo ricorda Il servizio Polizia postale e delle comunicazioni della Polizia di Stato, che nell'ambito di una complessa indagine - "Fake pass" - portata avanti di concerto con i compartimenti di Milano e Bari con il coordinamento delle procure della Repubblica presso i tribunali di Roma, Milano e dei minorenni di Bari, ha individuato e perquisito 4 persone, tra cui 2 minorenni, che gestivano canali Telegram specializzati nell’offerta illegale di certificati green pass Covid-19 falsi, ora indagate per i reati di truffa e falso; 32 i canali Telegram finora sequestrati.

La truffa, emersa grazie al monitoraggio continuo della rete effettuato dagli operatori della Polizia postale e, in particolare, ad analisi tecniche sulle blockchain, le tecnologie usate per generare le criptovalute utilizzate per le compravendite, coinvolge migliaia di utenti iscritti ai canali dove veniva proposta, garantendo l'anonimato, la vendita dei green pass falsi, da pagare in criptovaluta o buoni acquisto di piattaforme per lo shopping on-line, a un costo compreso tra 150 e 500 euro.

Le indagini della Polizia postale intanto proseguono, per identificare gli amministratori di altri canali online di compravendita delle false certificazioni, e dei relativi acquirenti.

Fonte: Polizia di Stato

9 Agosto 2021