Verona, positivi i dati sulla sicurezza della città

Facciata della prefettura di Verona
15 Gennaio 2022
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Ultimo aggiornamento
Sabato 15 Gennaio 2022, ore 09:59
Illustrati dal prefetto Cafagna che sottolinea l’aumento del disagio, anche per effetto della pandemia, tra i più giovani

I dati sulla criminalità a Verona dimostrano che la città è sostanzialmente sicura. Lo sottolinea il prefetto Donato Cafagna illustrando i numeri sui principali indicatori che influiscono sulla percezione di sicurezza nei cittadini: -27,9% di furti in casa, -22% di furti in negozi, di auto o su auto -36%, mentre salgono i furti di motocicli e ciclomotori. Le rapine in abitazione sono salite da 9 a 15: ma si tratta di furti in presenza dei proprietari che si sono trasformati in rapine. Venendo ai danneggiamenti di cui tanto si parla in questi giorni, aggiunge, anche questo indicatore è in calo tra il 2019-2021.

C’è una diminuzione costante – spiega il prefetto - dei reati predatori che sono quelli che più impattano sulla percezione di sicurezza dei cittadini. Sulla sicurezza percepita influiscono, infatti, il degrado e l'intolleranza nei rapporti umani, tra le persone.

Anche la pandemia, evidenzia Cafagna, ha esasperato la percezione del pericolo in tutti i cittadini, e anche generato alcune condotte delittuose particolari come il disagio giovanile, le devianze.

Tra questi fenomeni, sottolinea il prefetto, c’è anche il bullismo. Devono essere coinvolte – spiega Cafagna -altre forze, non soltanto quelle della repressione, con il supporto di psicologi, scuola, Ulss. Dobbiamo cercare di trasformare l'aggressività di questi giovani, convogliandola in maniera positiva. Mediamente sono ragazzi tra i 14 ed i 20 anni, è necessario tentare di recuperarli, perché spesso sono sempre gli stessi ad essere arrestati e denunciati.