Vertice operativo I-CAN in Italia per rafforzare la lotta alla 'ndrangheta

Logo progetto I-CAN
29 Marzo 2021
Temi
Ultimo aggiornamento
Lunedì 29 Marzo 2021, ore 18:57
Tappa in Calabria per il progetto di cooperazione con Interpol che ha portato all'arresto di un altro latitante all'estero

Si apre da oggi per 3 giorni in Italia, tra Roma, Catanzaro e Reggio Calabria, il vertice operativo sul progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) promosso circa un anno fa dalla direzione centrale della Polizia criminale in collaborazione con Interpol, al quale aderiscono al momento 10 Paesi (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Svizzera, Uruguay, USA) che come l’Italia hanno costituito unità operative dedicate alla lotta alla ‘ndrangheta.

I vertici di Interpol - l'executive director Police Services di Interpol Stephen Kavanagh, del director Operational Support and Analysis Cyril Gout e del director Global Outreach and Regional Support Roraima Andriani - guidati dal direttore centrale della Polizia criminale e vice direttore generale della Pubblica sicurezza Vittorio Rizzi incontreranno in Calabria i vertici territoriali delle Forze di polizia e i procuratori delle direzioni distrettuali antimafia (dda) di Reggio Calabria e Catanzaro Giovanni Bombardieri e Nicola Gratteri.

L'obiettivo è studiare da vicino come opera, vive e si evolve un fenomeno criminale come la 'ndrangheta che pur mantenendo radicamento e centrale di controllo in Calabria è una grave minaccia a livello internazionale e la forma di organizzazione mafiosa attualmente più ricca e pervasiva, come spiega il procuratore generale Gratteri nel video Inside Calabria realizzato in occasione del vertice.

La voce dei protagonisti sul campo - Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, autorità giudiziaria tra Reggio Calabria, Rosarno, Gioia Tauro e Catanzaro - spiega le dinamiche criminali 'ndranghetiste e racconta un contrasto senza quartiere supportato e potenziato dalla capacità operativa e di indagine messa in moto dal progetto I-CAN, che ha portato di recente all'arresto di un altro latitante di 'ndrangheta, Marc Feren Claude Biart.

Fermato nella Repubblica Dominicana il 24 marzo scorso grazie al lavoro di ricerca "su fonti aperte" del team interforze I-CAN in collaborazione con l'Interpol dominicana e con l'esperto per la sicurezza italiano a Santo Domingo, Biart - a suo carico un mandato d'arresto del 2014 per associazione associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti a favore del clan Cacciola di Rosarno (RC) - è rientrato stamattina in Italia con un volo su Milano scortato dagli operatori del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia.