Vittime dei reati intenzionali violenti

Presupposti, requisiti e modalità per l'accesso al fondo

Reati violenti

Possono accedere al Fondo per ottenere un indennizzo (art. 11 - legge 7 luglio 2016, n. 122 e successive modifiche) le vittime di un reato doloso commesso con violenza alle persone, del reato di caporalato (art. 603-bis - codice penale), ad eccezione dei reati di percosse e lesione personale (artt. 581 e 582 - codice penale), salvo che ricorrano le circostanze aggravanti.

Con il decreto interministeriale 22 novembre 2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio 2020, sono stati stabiliti gli importi degli indennizzi nelle misure di:

  • euro 50 mila, in favore degli eredi, per il delitto di omicidio;
  • euro 60 mila solo per i figli delle vittime di omicidio commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona legata da relazione affettiva;
  • euro 25 mila per il delitto di violenza sessuale, salvo che ricorra la circostanza della minore gravità (art. 609 bis, comma 3, codice penale);
  • euro 25 mila per le lesioni personali gravissime (art. 583, comma 2, codice penale);
  • euro 25 mila per la deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies,codice penale).

Gli importi possono essere incrementati, fino ad un massimo di 10 mila euro, per spese mediche e assistenziali documentate. Per i delitti diversi, invece, l'indennizzo è erogato, fino a massimo di 15 mila euro, solo per spese mediche e assistenziali documentate.

Sulle istanze delibera il Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti.

 

Come inoltrare la domanda

La domanda deve essere presentata al Prefetto della provincia in cui risiede il richiedente entro 60 giorni dalla decisione che ha definito il giudizio per essere ignoto l'autore del reato o dall'ultimo atto dell'azione esecutiva infruttuosamente esperita, ovvero dalla data del passaggio in giudicato della sentenza penale (nell'ipotesi in cui l'imputato sia stato ammesso al gratuito patrocinio).

Presupposti e requisiti:

  • aver già esperito infruttuosamente l'azione esecutiva nei confronti dell'autore del reato salvo che quest'ultimo sia rimasto ignoto o sia stato ammesso al gratuito patrocinio e nel caso di omicidio in ambito domestico;
  • non aver concorso, anche colposamente, alla commissione del reato che ha cagionato il danno;
  • non essere stato condannato con sentenza definitiva e non essere sottoposto a procedimento penale per uno dei reati di cui all'art.407 comma 2, lett. a), e per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto;
  • non aver già percepito, per lo stesso fatto delittuoso, da soggetti pubblici o privati, somme superiori a quelle previste dal decreto interministeriale. In caso di somme percepite in misura inferiore occorre dichiararne l'importo, che verrà decurtato dall'indennizzo.

Chi è vittima di un reato intenzionale violento commesso successivamente al 30 giugno 2005 e prima dell'entrata in vigore della legge 122/2016 (23 luglio 2016) può presentare la domanda entro il 31 dicembre 2021.

Qualora alla data del 31 ottobre 2021 non siano ancora sussistenti tutti i requisiti e le condizioni di legge, le domande potranno essere comunque presentate nel termine generale di 60 giorni dall’ultimo atto esecutivo o dal passaggio in giudicato della sentenza.

Per ulteriori informazioni, anche in altre lingue, sull’indennizzo riconosciuto alle vittime in questo Paese, si rinvia al link: https://e-justice.europa.eu/home.do?plang=it&action=home alla voce del menu di sinistra “vittime di reato".

Ultimo aggiornamento
Martedì 23 Febbraio 2021, ore 16:00