Vittime dei reati di tipo mafioso

Presupposti, requisiti e modalità per l'accesso al fondo
Reati di tipo mafioso

Il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso assicura a chiunque abbia subito danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti da fatti di criminalità organizzata di tipo mafioso il pagamento delle somme liquidate in giudizio con sentenza a titolo di risarcimento danni, di provvisionale e di rimborso delle spese di causa attraverso l'intervento diretto dello Stato, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali del Fondo. 

Possono accedere al Fondo (legge 22 dicembre 1999 n. 512, modificata dalla legge 7 luglio 2016, n. 122) le persone fisiche che:

  • sono vittime di uno dei reati di cui all’art.416-bis del codice penale o di delitti commessi al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso. La dichiarazione va riferita al soggetto deceduto, in caso di domanda presentata dagli eredi;
  • si sono costituite parte civile nel procedimento penale per i danni subiti a seguito di un reato di tipo mafioso (con condanna al pagamento di una provvisionale o risarcimento dei danni), o si sono costituite in un giudizio civile per il risarcimento dei danni di un reato accertato in giudizio penale;
  • alla data di presentazione della domanda non sia stata pronunciata, sia nei confronti della vittima che degli istanti, sentenza definitiva di condanna per uno dei reati di cui all’art. 407, comma 2, lettera a) del c.p.p. e  per gli stessi reati non vi siano a carico procedimenti penali in corso;
  • alla data di presentazione della domanda non sia stata applicata, né vi siano procedimenti in corso, per l’applicazione di una misura di prevenzione, ai sensi della legge 31 maggio 1965, n.575 e successive modificazioni;
  •  alla data di presentazione della domanda, non abbiano già ricevuto somme a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali e/o non patrimoniali, di rifusione delle spese e degli onorari di costituzione e difesa in giudizio, da parte del condannato al risarcimento del danno;
  • al tempo dell’evento, risultino essere del tutto estranee ad ambienti e rapporti delinquenziali, salvo che si dimostri l’accidentalità del loro coinvolgimento passivo nell’azione criminosa lesiva, ovvero risulti che le medesime, al tempo dell’evento, si erano già dissociate o comunque estraniate dagli ambienti e dai rapporti delinquenziali cui partecipavano;
  • gli enti costituiti parte civile, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali del Fondo, limitatamente al rimborso delle spese processuali.

La domanda di accesso al Fondo deve essere presentata direttamente o tramite posta elettronica certificata o con raccomandata con avviso di ricevimento al  Prefetto della provincia di residenza del richiedente o di quella in cui ha sede l’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza.

Il Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, presieduto dal Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà, delibera sulle istanze di accesso al Fondo.

Ultimo aggiornamento
Lunedì 14 Dicembre 2020, ore 20:43