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Istituto Superiore Antincendi, intervento del viceministro Crimi all'inaugurazione dell'anno accademico 2019/2020

17 Dicembre 2019

Desidero rivolgere un saluto ed un ringraziamento, anche a nome del Ministro dell'Interno, al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Prefetto Mulas, al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Ing. Dattilo, al Direttore Centrale per la Formazione, Ing. Occhiuzzi e al Comandante dell'Istituto Superiore Antincendi, Arch. Tornatore, padrone di casa della Scuola che ospita l'inaugurazione dell'Anno Accademico. 
Un particolare saluto e ringraziamento al Sig. Giannino Gottardi, per il coraggio e l’intensità della sua testimonianza, ai rappresentanti istituzionali e soprattutto coloro a cui sono dedicati questi importanti corsi di formazione.

Ho ascoltato con profondo interesse le parole dei relatori e con sincera commozione la testimonianza del padre di Marco, una delle vittime del tragico incendio della Grenfell Tower di Londra. A tale riguardo, innanzitutto. mi sento in dovere di esprimere la mia più profonda vicinanza ai familiari di tutte le 72 vittime che persero la vita il 14 giugno di 2 anni fa. 

Il mio auspicio è che tutti noi, dalle Istituzioni ai dirigenti e agli operatori che prestano il loro servizio nella prevenzione, si possa lavorare insieme, unendo tutte le forze e le migliori intelligenze e sensibilità, per ridurre il più possibile il rischio di perdere anche una sola vita umana in situazioni di emergenza.

Mi ritrovo oggi a parlare in un contesto architettonico particolare e coinvolgente. Siamo all'interno di una delle prime opere in cemento armato della Capitale, realizzata all'inizio del secolo scorso e recuperata per ospitare l'Istituto Superiore Antincendi. 


Una struttura imponente e all'avanguardia per i tempi che furono, come altrettanto imponente e all'avanguardia è il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Un corpo preparato e competente, attento all'evolversi degli usi e dei costumi delle società, all'innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica, e che fa dell'insegnamento e della formazione continua uno dei suoi principi cardine.

In questi edifici tanti dirigenti, operatori e personale tecnico-amministrativo ed informatico hanno avuto occasione di approfondire e studiare le scienze della sicurezza e della prevenzione attraverso percorsi formativi pianificati con estrema cura ed attenzione. Quell'attenzione che si deve ad un Corpo, quale quello dei Vigili del Fuoco, chiamato ogni giorno a fronteggiare nuovi pericoli e sfide, e pertanto soggetto sempre più ad un'evoluzione specialistica che sia in grado di fornire adeguati strumenti e conoscenze aggiornate.

Proprio questa cura ed attenzione ho potuto cogliere nell'illustrazione dei corsi d'insegnamento che ci è stata presentata oggi.  Corsi tramite i quali si maturano competenze non solo di natura tecnica, ma anche relazionale e gestionale, che permetteranno agli operatori di affrontare le future responsabilità con equilibrio e la più piena comprensione delle dinamiche umane e sociali, al fine di assicurare il soccorso e la salvezza delle vite umane anche nelle condizioni più difficili e nella massima sicurezza.

Non posso non accogliere con grande favore, poi, le future prospettive che interesseranno l'Istituto, nei termini del coinvolgimento di università, enti di ricerca, ordini e collegi professionali all'interno dei percorsi di formazione e nel riconoscimento dei crediti formativi. Un valore aggiunto, questo, che credo contribuirà a rendere ancor più evidente, non solo entro i nostri confini ma a livello internazionale, l'eccellenza che già contraddistingue questo Istituto.

Oggi i Vigili del Fuoco devono poter affrontare con decisione e consapevolezza nuove sfide e avversità, in particolare legate al dissesto idrogeologico, causato dalla fragilità di un territorio ferito da un'edilizia selvaggia e abusiva e dall'analfabetismo urbanistico di alcuni comuni, nonché dai sempre più frequenti e allarmanti eventi calamitosi, riconducibili anche ai noti cambiamenti climatici.

Un lavoro arduo e difficile, che richiede spesso sacrifici e che merita il nostro più grande rispetto e sostegno. Ed è proprio per migliorare la funzionalità del Corpo e per riconoscere il suo fondamentale ruolo nell'assicurare protezione e sicurezza ai cittadini, che il nostro Governo si è attivato per andare incontro alle legittime richieste di equiparazione della retribuzione e di riordino del Corpo, conseguendo importanti risultati. Il mio auspicio è che in futuro possano concretizzarsi le ulteriori proposte normative invocate da tempo.

Tutti riconosciamo l'abilità negli interventi e il coraggio, l'orgoglio e la fierezza di coloro che prestano servizio nel Corpo più amato. Ma accanto a questa esemplare attività ve ne è un'altra che si svolge nel silenzio, senza clamore: è la prevenzione, della quale nessuno dà merito, perché nessuno sa quanto di questa azione c'è dietro al mancato verificarsi di un disastro. Perché, come diceva un illustre geologo francese Marcel Roubault "se l'uomo non può impedire tutto, può prevedere molto". E ancor prima della prevenzione vi sono la formazione e la professionalità, presupposti irrinunciabili per garantire la sicurezza non soltanto dei cittadini, ma anche degli stessi operatori che arrivano a soccorrere.

Rivolgo quindi un particolare augurio di buon lavoro a tutti i partecipanti ai corsi. E un ringraziamento, infine, a tutti i nostri Vigili del Fuoco, eroi quotidiani che hanno scelto come missione quella di salvare vite umane anche a rischio della propria, accorrendo dove gli altri scappano. Non solo Vigili del Fuoco, ma Vigili del presente e costruttori del futuro.

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