Ministero dell'Interno

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Lamorgese: se necessario altre scelte coraggiose ma adesso i cittadini non siano irresponsabili

13 Marzo 2020
Intervista del ministro dell'Interno Lamorgese al quotidiano Corriere della Sera

La ministra dell'Interno: già controllate oltre 100 mila persone

di Fiorenza Sarzanini

ROMA L'appello ai cittadini affinché rispettino le regole è chiaro e forte così come la determinazione a contenere il contagio da coronavirus: «Se non avremo i risultati sperati, siamo pronti a nuove scelte coraggiose». Dalla cabina di regia istituita al Viminale, la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese sa bene quanto grave sia la situazione. Soltanto ieri sono stati effettuati oltre 1oomila controlli e denunciate 2.197 persone. Nonostante chiusure e raccomandazioni la gente continua ad uscire senza un valido motivo.

Bisognerebbe essere più determinati nei divieti?
«Dobbiamo tutti essere consapevoli che stiamo afLa citazione Moro negli anni bui del terrorismo disse: se fosse possibile saltare questo tempo e andare direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo, ma non è possibile, oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità frontando un'emergenza eccezionale, in continua evoluzione e quindi estremamente complessa nella sua gestione. Lo Stato, le Regioni, gli enti locali, i prefetti, la protezione civile e in primo luogo i medici e il personale sanitario: sono tutti impegnati in uno sforzo corale senza precedenti. Non si tratta solo di imporre un divieto ai cittadini ma di informare e di convincere gli italiani che i comportamenti superficiali possono, soprattutto in questa fase difficile di contenimento del coronavirus, provocare danni gravissimi per la salute pubblica».

Ci sono migliaia di contagiati e siamo oltre i i.000 decessi. Non basta?
«Evidentemente molti cittadini non hanno ancora compreso che uscire di casa senza un valido motivo e rimanere a stretto a contatto con amici e parenti è da irresponsabili perché il virus è più veloce e più furbo dei nostri piccoli espedienti per aggirare le ordinanze. Dobbiamo agire subito con detenninazione per arginare l'epidemia e, dunque, al di la dei divieti tutti dovrebbero cambiare il proprio stile di vita».

Servono più controlli? 
«Le donne e gli uomini in divisa, ai quali va il mio riconoscimento e la mia gratitudine, stanno svolgendo un compito molto delicato in una inedita operazione per la tutela della salute pubblica. I dati dimostrano il contrario, oltre alle persone sono stati verificati più di 1oomila esercizi commerciali e sanzionati oltre cento negozianti». 

Eppure uno dei problemi maggiori riguarda la possibilità di fare passeggiate e sport all'aperto.
«Io credo che prima di chiederci cosa sia permesso e cosa sia vietato dovremmo ragionare su tutti quei comportamenti, il più delle volte superficiali, che in una situazione di eccezionale gravità come questa possono provocare danni molto seri per la salute pubblica. Qui stiamo parlando di un'azione di contenimento di un virus che si può trasmettere con grande facilità. Non possiamo comportarci come se nulla fosse accaduto, ignorando le minime raccomandazioni e precauzioni. Le uscite in compagnia e la permanenza prolungata all'aperto costituiscono situazioni di rischio che devono essere evitate». 

Quale linea è stata data a chi effettua i controlli?
«I cittadini devono collaborare attivamente con le forze di polizia che stanno svolgendo il loro compito con la consueta professionalità, umanità e disponibilità. Sono impegnati per le nostre comunità e per le persone più vulnerabili — e penso ai più anziani che si sentono disorientati — ma anche a svolgere verifiche incisive per sanzionare comportamenti irresponsabili che mettono in grave pericolo non solo la propria salute ma anche quella degli altri, a partire da quella dei propri cari».

Non crede sarebbe giusto chiudere tutto? 
«II governo ha agito con determinazione e fermezza, adottando le decisioni ritenute necessarie in ragione dell'evoluzione di una situazione emergenziale assolutamente imprevedibile. Si è tratto di decisioni assunte gradualmente che sono state condivise con gli esperti e il mondo scientifico. Ad oggi siamo impegnati a garantire l'applicazione di tutte le prescrizioni adottate. Ne valuteremo gli effetti e, se necessario, non ci sottrarremo ad altre scelte coraggiose».

Serve un numero più alto di militari per la vigilanza?
«I prefetti sul territorio hanno già organizzato dispositivi di controllo, ricorrendo anche ai militari dell'operazione "Strade sicure", la cui efficacia è oggetto di continue verifiche. Se dovesse essere necessario interverremo per ampliare le attività di verifica anche eventualmente aumentare il numero dei soldati impiegati».

Possiamo fare chiarezza sui motivi che consentono gli spostamenti?
«Le limitazioni e le raccomandazioni sono le stesse in tutte le Regioni. Si può uscire di casa solo per andare al lavoro, per ragioni di salute o per situazioni di necessità come fare la spesa o procurarsi generi indispensabili. Per agevolare la verifica di queste esigenze è sempre prevista un'autodichiarazione che potrà essere resa anche seduta stante sui moduli in dotazione alle forze di polizia. Ovviamente la veridicità delle dichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi». 

Le forze dell'ordine devono indossare mascherine e guanti?
«Le mascherine in dotazione vanno indossate nelle situazioni in cui risulta impossibile per gli operatori mantenere le distanze minime di sicurezza consentite».

C'è il rischio che aumentino le truffe, soprattutto agli anziani?
«Ci sono già state denunce e io ho ricordato che tra I primi compiti delle forze di polizia c'è quello di essere al fianco delle persone più vulnerabili. Gli anziani, specialmente chi vive da solo, sono disorientati e dunque deve esserci il massimo dell'attenzione nei loro confronti e delle loro esigenze anche da parte di chi è chiamato a tutelare la sicurezza dei cittadini». 

Lei ha paura?
«Devo dire che come ministro e come cittadina non posso che essere preoccupata. Sono comunque convinta che il nostro Paese supererà anche questa prova difficile e che tutti noi ne usciremo cambiati. E, ne sono certa, anche più uniti. In questa situazione difficile e inedita mi dà forza, anche contro la paura, ricordare le parole del presidente Aldo Moro che nella stagione buia del terrorismo, poco prima di essere rapito, parlò davanti ai gruppi parlamentari e diede una grande lezione agli italiani: "Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi, e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà"».

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