Ministero dell'Interno

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Lamorgese: sto dalla parte delle madri coraggio

29 Ottobre 2019

Tema:

Lettera del ministro dell'Interno pubblicata sul quotidiano Il Messaggero

Gentile Direttore,

il tema sollevato dall'intervento di Maria Latella sul Messaggero ("Lo Stato ora segua l'esempio di mamma Giovanna") merita grande attenzione da parte delle istituzioni e non solo quella del ministro dell'Interno.

Lo affermo perché riguarda i tanti genitori, madri e padri, che spesso in solitudine si trovano a dover compiere scelte difficili: passi dolorosi e carichi di sofferenza per proteggere i propri figli, fino anche a costo di denunciarli se essi sono accusati di aver compiuto un reato.

Da ultimo è successo a Roma, dove una madre si è rivolta alla Polizia di Stato dopo l'omicidio di Luca Sacchi e prima ancora era accaduto a Siena quando, poche settimane fa, un'altra mamma ha avuto il coraggio di segnalare all'Arma dei Carabinieri i contenuti illegali rinvenuti nel telefonino del figlio minorenne coinvolto con molti altri giovanissimi in una chat.
Si tratta di casi sui quali sono in corso indagini della magistratura sui quali ritengo di dovermi astenere da commenti e considerazioni. Due anni fa, in Puglia, un'altra madre aveva segnalato alle forze di polizia i movimenti del figlio latitante per contribuire a mettere fine alla sua fuga.

A questi genitori, ma non solo a loro perché i casi di madri e padri che si rivolgono allo Stato spesso non arrivano sulle pagine di cronaca dei giornali, le istituzioni e la società civile dovrebbero saper assicurare protezione, solidarietà e, se necessario, anche assistenza psicologica.

Sappia qualsiasi cittadino e cittadina che si schiera dalla parte dello Stato, fino anche a denunciare il proprio figlio, che non mancherà il mio impegno per assicurare loro il massimo appoggio e la vicinanza del ministero dell'Interno.

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