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Università La Sapienza, intervento del viceministro Crimi al convegno sul fenomeno delle persone scomparse

26 Novembre 2019

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Desidero ringraziare, anche a nome del Ministro dell’Interno, il Commissario Straordinario del Governo, Prefetto Giuliana Perrotta, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Rettore dell’Università la Sapienza, che ospita questo evento, e desidero rivolgere un saluto a tutti i gentili ospiti, agli illustri relatori e ai rappresentanti istituzionali e dell’associazionismo intervenuti oggi.
Una presenza così massiccia all’odierno Convegno testimonia l’importanza e l’interesse per un fenomeno in crescita, quale quello delle persone scomparse.
Si tratta di un tema delicato perché coinvolge la vita dei familiari a cui va il mio primo pensiero, e ai quali rivolgo un saluto ed esprimo tutta la mia solidarietà, consapevole del peso dell’angoscia, dell’attesa e del dubbio sulla sorte dei propri cari. Ma il problema riguarda anche la comunità di appartenenza, perché una persona scomparsa manca certamente alla propria famiglia, ma manca anche all’appello di tutta la società.
I numeri sono impressionanti: le denunce di scomparsa nel primo semestre dell’anno sono state 6.761, ossia in media 50 segnalazioni al giorno, e ci sono ancora da rintracciare circa 60.000 persone di cui 10.000 italiani e 50.000 stranieri e di questi ultimi il 75% è rappresentato da minori.
È doveroso sottolineare che, soprattutto negli ultimi anni, sono stati compiuti significativi passi in avanti per contrastare e fronteggiare in maniera più incisiva questo fenomeno drammatico e allarmante, attraverso la legge n. 203/2012 e l’istituzione dell’Ufficio del Commissario Straordinario che ha reso più efficace l’azione di rintraccio, sostenendo il processo di collaborazione con tutti gli attori istituzionali interessati alla complessa materia.
È stata proprio la collaborazione con le prefetture, le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria che ha permesso di creare una banca dati nazionale del DNA e un sistema nazionale di ricerca. Una metodologia, una task force interistituzionale, che ha suscitato grande interesse a livello internazionale ed è considerata unanimamente una “best practice”, un impegno di civiltà per restituire dignità ai morti ed alle loro famiglie.
I risultati raggiunti confermano la necessità di insistere in un’azione sinergica sia sul piano della prevenzione che delle procedure di rintraccio. Sul piano della prevenzione emerge, in particolare, l’esigenza di agire con maggiore efficacia sugli episodi di scomparsa come conseguenza di un reato: si pensi alle donne vittime di violenza o ai casi di scomparsa di minorenni connessi a contese familiari o a disagi psicologici di varia natura. In quest’ultimo ambito il Dipartimento di Pubblica Sicurezza e il Servizio di polizia postale e delle comunicazioni si adoperano quotidianamente per contrastare i pericoli derivanti dall’uso dei social, che costituisce una causa di isolamento dei giovani e di distacco dalle famiglie.
Particolare efficacia all’azione è derivata dall’attribuzione al Prefetto del compito di svolgere le attività di coordinamento delle ricerche (con il coinvolgimento di forze dell’ordine, enti locali, vigili del fuoco e di tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati), rafforzando nei familiari degli scomparsi la credibilità e la vicinanza delle istituzioni.
Altro importante impulso al miglioramento delle procedure di rintraccio è derivato dalla costituzione della Consulta nazionale delle persone scomparse, voluta con la ferma convinzione che la rete delle istituzioni è importante ma che si può fare meglio e di più se a quell’operato si aggiunge il contributo del mondo delle associazioni di volontariato dei familiari.
Al fine di ottimizzare i risultati la collaborazione con le forze dell’ordine, l’avvio immediato delle ricerche, ma soprattutto la formazione e il coordinamento degli addetti ai lavori rappresentano un valore aggiunto che può fare la differenza.
È quindi importante assicurare, come segnalato in altre sedi dal Commissario, un potenziamento dell’Ufficio, con più risorse, personale qualificato e poteri. E condivido la necessità di avviare, e in questo intendo assicurare il mio personale supporto, una campagna di comunicazione istituzionale sull’attività svolta dal Commissario, al fine di veicolare corretti messaggi di gestione del fenomeno della scomparsa, indirizzati soprattutto alle fasce più fragili ed esposte a rischio, ossia i minori e gli anziani.
In conclusione, approfitto di questa occasione per rivolgere un sentito apprezzamento alle Associazioni dei familiari delle persone scomparse, che ringrazio per il lavoro fondamentale e irrinunciabile che svolgono a supporto delle Istituzioni, per la sensibilità nel condividere il dramma dei familiari degli scomparsi e nel dare loro sostegno ed appoggio psicologico. Un contributo, quello delle associazioni, che si sostanzia soprattutto nell’opera di diffusione e sensibilizzazione del fenomeno, che inizia nelle famiglie, passa per le scuole, e arriva alle Istituzioni, ai massmedia e alle piattaforme più sofisticate del web.
Permettetemi, infine, di esprimere i miei più vivi complimenti al Commissario Perrotta e al suo Ufficio per la qualità del lavoro svolto, i contributi, le sollecitazioni e gli impulsi dati nella lotta al fenomeno, e a tutta la rete del Ministero dell’Interno per l’impegno dimostrato nell’affrontare questa battaglia di grande valore umano e sociale.
Buon lavoro a tutti voi.

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