Intervento del ministro Lamorgese alla cerimonia di chiusura dell'anno accademico 2020/2021 della Scuola di perfezionamento per le Forze di polizia

24 Giugno 2021
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La chiusura dell'anno accademico della Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia - al termine del 36° Corso di alta formazione - rappresenta un appuntamento solenne e un'occasione per confermare concreta vicinanza alle donne e agli uomini preposti alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, impegnati quotidianamente nel servizio in favore della comunità.

L'odierna cerimonia si svolge nel simbolico luogo dell'Auditorium dedicato al Prefetto Carlo Mosca, eminente figura della nostra Amministrazione e dello Stato, convinto sostenitore del ruolo decisivo della formazione per la crescita professionale, e anche etica, delle classi dirigenti e dei giovani funzionari, necessaria per conferire alle Istituzioni forza innovatrice e visione del futuro.

Rivolgo un sentito plauso a questa prestigiosa Scuola che rappresenta un centro didattico di eccellenza, modello unico in Europa a curare la formazione delle Forze di Polizia in una prospettiva interforze, alimentando in tal modo, anche sul piano della specializzazione scientifico­ professionale, la "cultura" del coordinamento e la costruzione di un comune sentire.

Questa impostazione conferma il tratto inclusivo che connota questo importante polo, espressione di quel pluralismo inteso come  fattore  di  potenziamento dell'azione delle singole Forze, alla base della riforma dell'Amministrazione della Pubblica sicurezza  introdotta con la legge n. 121 del 1981, della quale abbiamo  di  recente celebrato il quarantennale.

Pur nella difficile situazione connessa  alla pandemia, la Scuola ha proseguito nella propria missione senza soluzione di continuità, adottando modalità didattiche adeguate al contesto emergenziale, che hanno consentito il regolare svolgimento dei corsi, nel rispetto delle misure di contenimento del rischio epidemiologico.

Ritengo particolarmente qualificante l'attività svolta dalla Scuola, in base al programma approvato con mio decreto lo scorso 30 dicembre che - oltre al Corso di alta formazione - prevede ulteriori cicli di aggiornamento su tematiche strategiche della sicurezza interna e internazionale.

Si tratta di un modello didattico dinamico,  in  linea con una prospettiva fortemente innovativa del sistema sicurezza, voluto dalla stessa legge n. 121 del 1981.

Questo specifico paradigma dà, ancora oggi, il senso della capacità delle Forze di Polizia di acquisire  rapidamente quelle conoscenze necessarie per  stare  al passo con l'evoluzione dei tempi.

Formazione, quindi, in un'accezione moderna intesa come leva fondamentale per un costante rinnovamento dei saperi che consente di  comprendere  velocemente  una realtà caratterizzata da sempre diversi elementi di complessità.

L'attualità di tale impostazione - che,  mi  piace ripetere, fa della Scuola un modello di eccellenza - trova conferma tangibile nell'attività che è stata  sviluppata proprio nell'ambito di quest'ultima edizione.

I temi trattati sono quelli che ci coinvolgono maggiormente, sul versante sia della cooperazione giudiziaria sia di quella operativa interforze, tra cui il terrorismo, la cyber-security e, non ultimo, il contrasto al crimine organizzato.

In questo momento storico, infatti, la criminalità organizzata cerca di inserirsi nel tessuto economico sano, che ha subito pesanti contraccolpi dalla crisi pandemica e, nel contempo, di accaparrarsi le consistenti risorse varate per sostenere la ripresa.

Ritengo importante l'attenzione assicurata  dalla  Scuola a tale fenomeno, considerato anche che i più  innovativi strumenti messi in campo dal nostro Paese sono stati presi a esempio in Europa.

Tra questi, solo per citare i più recenti provvedimenti, l'istituzione dell'Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazione nell'economia da parte della criminalità organizzata, che ha trovato piena condivisione in seno a Europol, con l'istituzione di un gruppo di lavoro e la prevista organizzazione a Roma, nel prossimo autunno, di un meeting riguardante anche l'attuazione del programma Next Generation EU.

Accanto ai temi che maggiormente caratterizzano la strategia operativa delle Forze di Polizia, ulteriori percorsi sono stati dedicati all'approfondimento di profili che riguardano le scienze sociali, l'economia, la comunicazione, il management.

Si tratta, quindi, di un approccio multidisciplinare che corrisponde a un concetto ampio di "sicurezza", su cui incidono più fattori e che richiede, per la sua compiuta realizzazione, il contributo sinergico degli organismi istituzionalmente preposti nonché la partecipazione imprescindibile di tutti i livelli di governo e della società civile.

In quest'ottica, è degno di nota il rapporto che quest'Istituto ha saputo costruire con il mondo universitario, con il quale è ormai consolidato un fecondo canale di interscambio di conoscenze.

Grazie ad un'apposita convenzione con l'Università "La Sapienza" di Roma, i partecipanti al 36° Corso hanno avuto modo di seguire il Master di II livello in "Sicurezza, Coordinamento Interforze e Cooperazione Internazionale", orientato, quest'anno, a una riflessione sull'impatto dell'emergenza sanitaria sulle attività delle  Forze  di Polizia dei diversi Paesi.

La Scuola mantiene, infatti, uno sguardo attento a ciò che si muove fuori dai confini nazionali, nella consapevolezza dell'influenza che eventi originati altrove possono avere nel nostro Paese e del carattere transnazionale delle minacce emergenti.

La sua marcata proiezione internazionale è, peraltro, resa evidente non soltanto dal ciclo di studi, ma dalla  stessa composita provenienza dei frequentatori ai quali consegniamo oggi il meritato diploma.

Accanto a ventuno funzionari delle nostre Forze di Polizia, l'edizione che si conclude ha visto la presenza di cinque appartenenti agli omologhi corpi di Paesi quali Albania, Brasile, Kosovo, Niger e Stati Uniti d'America.

La partecipazione di rappresentanti di Polizie che operano in aree strategiche del mondo  conferma l'attitudine all'apertura di cui questa Scuola è da sempre portatrice, poiché l'attività di contrasto ai fenomeni criminali richiede necessariamente un approccio globale e la messa a sistema di informazioni e linee operative.

Nella condivisione di esperienze, principi e valori risiede il senso · più profondo della missione che questa Scuola - vero e proprio spazio di confronto delle nostre Forze di Polizia e delle Polizie degli altri Paesi - riesce appieno a realizzare.

Per chi, come gli appartenenti alle Forze di Polizia, si dedica con passione, entusiasmo e senso del dovere al pubblico servizio, è questo un passaggio determinante del proprio percorso professionale.

Sono certa che il Direttore della Scuola, con  il sostegno del Capo della Polizia e di  tutta l'Amministrazione, proseguirà sulla strada intrapresa.

Ai funzionari ed ufficiali che oggi brillantemente concludono il proprio ciclo di studi  rivolgo  le  mie personali congratulazioni, augurando  sempre  nuovi successi nelle impegnative sfide a cui saranno chiamati.