Intervento del ministro Lamorgese in occasione della "Giornata internazionale dei bambini scomparsi"

25 Maggio 2021
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Fonte: SOS Il Telefono Azzurro ONLUS

25 Maggio 2021

Oggi, 25 maggio, ricorre la "Giornata internazionale dei bambini scomparsi" che quest'anno celebriamo con un evento organizzato da Telefono Azzurro, in collaborazione con il Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse.

È un'occasione importante per riflettere su un fenomeno preoccupante che colpiscè soggetti particolarmente vulnerabili, la cui tutela, coerentemente con gli impegni assunti dall'Italia per l'applicazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, costituisce un obiettivo prioritario  delle politiche del Paese.

Si tratta di un fenomeno che colpisce duramente anche le  famiglie dei minori coinvolti. La scomparsa, anche temporanea, di un bambino o di un adolescente è, infatti, fonte di profonda angoscia per i familiari, nei quali, nei casi irrisolti, permane, anche a distanza di anni, unitamente alla speranza di ritrovare il proprio caro, un sentimento costante di sofferenza che non può essere ignorato.

Dal 1974, anno in cui è stata istituita la banca dati del Ministero dell'Interno, alla fine del 2020, le denunce di scomparsa di minori sono state 136.884, delle quali il 68,11% relative a minori stranieri, il 31,89% a minori italiani.

Nel 2020 i minori scomparsi sono stati 7.672: il 71,83% stranieri, il 28,17% italiani. La categoria dei minori stranieri rappresenta dunque la principale tipologia di scomparsi.

Anche la percentuale dei ritrovamenti differisce notevolmente a seconda che si tratti di minori italiani o stranieri.

Dal 2007 al 2020 sono stati ritrovati il 95,2% dei minori italiani, e solo - il 49% dei minori stranieri: si tratta evidentemente, in gran parte, di giovani extracomunitari giunti sul territorio nazionale, che si allontanano volontariamente dagli istituti  e dalle  strutture  di accoglienza per raggiungere, nei paesi del Nord Europa, parenti e comunità di appartenenza.

La scomparsa dei minori italiani è invece, nella maggioranza dei casi, legata a situazioni di disagio psicologico, a traumi, a tensioni  in famiglia e, il più delle volte,  si  risolve  nel  giro  di  pochi  giorni con il rintraccio o il rientro spontaneo .

Non mancano, tuttavia, casi di scomparsa determinati da situazioni di grave malessere, conseguenti a debiti di droga o di gioco, a cyberbullismo, adescamenti in rete, o a forme di diffamazione estrema, che possono concludersi in tragedie. Né infrequenti sono i casi di sottrazioni genitoriali dei minori, specie nell'ambito di coppie di nazionalità diversa.

Dall'analisi dei dati statistici emerge, a decorrere dal 2016, un trend in decrescita dei minori scomparsi.

È un segnale incoraggiante che evidenzia l'efficacia delle strategie messe in atto per prevenire il fenomeno dei bambini scomparsi e per il loro ritrovamento.

Si tratta di strategie di collaborazione multilivello che vedono il necessario coinvolgimento di una pluralità di  soggetti, istituzionali e non.

Un'efficace reazione  al  fenomeno  presuppone,  infatti,  un approccio globale che tenga insieme il coordinamento e la specializzazione nelle attività di ricerca, con il sostegno e  il supporto psicologico delle famiglie.

In tale articolato quadro di collaborazioni, centrale  è la  funzione di indirizzo strategico e monitoraggio   del Commissario Straordinario -del Governo per le persone scomparse, nonché, in sede  locale,  il  ruolo di coordinamento Prefetti ai fini del più tempestivo avvio, anche in attuazione degli appositi "Piani provinciali per la ricerca di persone scomparse", delle iniziative finalizzate al rintraccio, con il coinvolgimento delle Forze di polizia, degli Enti locali, dei Vigili del fuoco, del sistema di protezione civile, del volontariato sociale e degli altri enti - anche privati - attivi sul territorio.

Sul piano operativo, fondamentale ai fini del contrasto del fenomeno, è l'attività delle Forze di polizia che, anche attraverso l'impiego degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, hanno nel tempo affinato le procedure dirette al rintraccio degli scomparsi.

Non meno importante nella logica delle collaborazione multilivello è il contributo offerto da  associazioni  private operanti nel settore.

Particolare menzione merita, al riguardo, il Servizio "116.000 - Linea telefonica diretta per i minori scomparsi", previsto dalla decisione del 15 febbraio 2007 della Commissione Europea.

Il numero unico europeo "116.000" dedicato ai minori scomparsi, assegnato al Ministero dell'Interno, è affidato per la gestione all'Ente Morale "SOS - Il Telefono Azzurro ONLUS", mediante un Protocollo d'intesa.

La linea telefonica consente di segnalare ad un centralino multilingue casi di bambini che si sono smarriti, che sono in difficoltà o che comunque hanno bisogno di aiuto, interessando, all'occorrenza, gli Uffici territoriali delle Forze di polizia.

In Italia è, peraltro, attivo dal 2013 il Sistema di  allarme scomparsa minori - Jtalian Child Abduction Alert System (ICAAS), gestito, nell'ambito delle attività di cooperazione transnazionale, dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

li Sistema, mediante la diffusione dell'allarme attraverso tutti mezzi possibili, consente in caso di pericolo per l'integrità fisica o la vita del minore vittima di allontanamento coattivo, un tempestivo  coinvolgimento     del pubblico nell'acquisizione di informazioni utili ai fini del rintraccio.

Va, altresì, sottolineato l'impegno del Dipartimento della Pubblica Sicurezza per contrastare il fenomeno delle sottrazioni internazionali di minori, attraverso la partecipazione alla "Task Force interministeriale sul fenomeno delle sottrazioni internazionali di minori", istituita presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, organismo di raccordo operativo interistituzionale, che svolge attività di impulso per la risoluzione dei casi di sottrazione di minori in Italia, trasferiti o trattenuti in uno Stato estero.

E' dato di esperienza consolidato che l'efficacia del sistema nazionale di ricerca presuppone la tempestività della denuncia - da cui dipende, in molti casi, l'esito positivo delle ricerche - ed il coinvolgimento consapevole dei cittadini ai fini dell'acquisizione di utili informazioni.

Su tali profili ha inteso richiamare l'attenzione la  recente campagna di comunicazione del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, realizzata in collaborazione con il Dipartimento per l'informazione e l'editoria  della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E' un'iniziativa di forte impatto mediatico che, unitamente ad alcuni recenti episodi di cronaca, ha riacceso i riflettori su un fenomeno la cui comprensione, anche in un'ottica di prevenzione, esige di allargare l'angolo visuale alle dinamiche relazionali e ai contesti sottesi ai singoli episodi e alle ricadute sul  piano emotivo che l'allontanamento di un bambino o di un adolescente produce all'interno sui suoi familiari.

In tali ambiti, un ruolo di rilievo può essere svolto dagli psicologi, in termini sia di analisi del contesto, sia di sostegno al nucleo familiare.

Non meno importanti potranno essere iniziative di più ampio respiro, definite in sede locale, in conformità alle linee di  indirizzo impartite ai Prefetti dal Commissario Straordinario, dirette a migliorare la capacità di relazione dei minori, a favorirne l'inclusione sociale e consentire, anche attraverso interventi di sostegno della famiglia di appartenenza, il superamento di situazioni di conflittualità.

Chiudo questo mio intervento con una considerazione che è  legata alla triste esperienza della pandemia da COVID, che ha portato difficoltà sociali ed economiche, oltre a rappresentare un pericolo gravissimo per la salute nazionale. Come ho spesso rilevato, essa ha colpito soprattutto gli adolescenti e i fanciulli, creando le condizioni per un isolamento che potrà lasciare tracce profonde nella loro vita e nel loro equilibrio.

Bisogna essere consapevoli che ci troviamo di fronte ad una nuova causa di difficoltà e di disagio per i nuclei familiari più vulnerabili. Essi avranno bisogno, perciò, di un impegno  più forte e solidale delle Istituzioni, che potrà avvenire anche attraverso l'utilizzo delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa Resilienza, destinate alle politiche di sostegno delle famiglie e alla genitorialità. Sono temi da sempre all'attenzione del Ministero dell'interno, per una sua naturale vocazione alla coesione e alla socialità, ai quali dedicherò quella attenzione che essi meritano.