Intervento del ministro Lamorgese in occasione della giornata della legalità di Confcommercio

20 Aprile 2021

Fonte: Confcommercio.it

20 Aprile 2021

Ringrazio il Presidente Sangalli e Confcommercio per l’invito a partecipare a questo importante evento. Sono particolarmente lieta che possa rinnovarsi un ormai consueto appuntamento che lo scorso anno la situazione emergenziale non ha, purtroppo, permesso di organizzare.

L’odierna giornata della legalità rappresenta un’occasione preziosa per una riflessione condivisa su temi che considero essenziali ai fini di quel rilancio del tessuto produttivo che tutti auspichiamo, la cui prima fase potrebbe essere favorita proprio dalla decisione governativa di avviare un calendario “ragionato” di riaperture a partire dal prossimo 26 aprile. 

Conosco bene la situazione di disagio che ha interessato in questo difficile periodo soprattutto le piccole e medie imprese, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, vero e proprio motore economico del nostro Paese, che hanno espresso le proprie preoccupazioni in diverse occasioni. 

Lo Stato, in questo momento più che mai, deve far sentire la sua presenza e lo sta facendo innanzitutto attraverso un’importante attività di ascolto delle parti sociali che, sui territori, vede coinvolte in prima linea le Prefetture. 

I Prefetti stanno, infatti, svolgendo una delicata opera di stemperamento delle tensioni emergenti, anche facendo da tramite alle istanze rivolte al Governo. 

Quest’ultimo, a propria volta, sta mettendo in campo ingenti risorse per far fronte alle pesanti ripercussioni della crisi economica su imprese e famiglie. A tali fondi, si aggiungeranno i finanziamenti del Piano di ripresa dell’Unione europea, finalizzati a riparare i danni causati dalla pandemia e a porre le basi per un'economia più moderna e sostenibile.

L’attenzione del Ministero dell’Interno è volta a far sì che dette risorse arrivino, effettivamente, a supportare i circuiti legali dell’economia, evitando appropriazioni indebite da parte della criminalità organizzata.

È indubbio, infatti, che lo scenario in atto sia di estremo interesse per le mafie, capaci di adattarsi ai mutamenti socio-economici per cogliere nuove opportunità di investimento. Tale analisi è, peraltro, confermata dall’Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazioni nell’economia da parte della criminalità organizzata che ho ritenuto di istituire sin dagli inizi di questa crisi pandemica, per poter adottare adeguate misure di prevenzione e contrasto, fondate su una puntuale e aggiornata conoscenza delle dinamiche in atto. 

Si tratta di un approccio condiviso anche in sede europea al punto che, su iniziativa italiana, è stato istituito un gruppo di lavoro, co-presieduto dal nostro Paese unitamente a Europol, in cui si stanno mettendo a fattor comune, con i partner europei, le informazioni sugli scenari criminali.

Come si rileva dalle analisi dell’Organismo di monitoraggio, i sodalizi criminali tendono a muoversi lungo più direttrici: forme di “assistenza” a famiglie in condizioni di disagio in modo da ampliare la propria base di consenso sociale; indebita percezione di erogazioni pubbliche; contraffazione, abusivismo commerciale e truffe on line riguardanti soprattutto i dispositivi medico-sanitari; intromissione, anche indiretta, nei settori dell’economia legale considerati più vantaggiosi.

In particolare, la condizione di vulnerabilità delle attività commerciali, soprattutto di piccole e medie dimensioni, aumenta il rischio dello sviluppo di fenomeni usurari e del possibile ingresso della criminalità negli assetti proprietari e gestionali delle imprese, anche ai fini del reimpiego di capitali illeciti.

L’usura, tipico reato “spia” in quanto sintomatico della penetrazione mafiosa sul territorio, viene gestita oggi secondo modalità e tecniche sempre più sofisticate, generando effetti profondamente dannosi sull’economia e creando un rapporto di dipendenza verso il mondo criminale, che riesce così a sfruttare a proprio vantaggio le situazioni di carenza di liquidità degli operatori.

Mentre l’indice dei reati commessi ha subito un generale decremento rispetto al passato (-20% dei reati commessi nel 2020 rispetto al 2019), il fenomeno dell’usura risulta invece in aumento (222 casi rilevati nel 2020; +16,2% rispetto al 2019 quando erano stati rilevati 191 episodi), unitamente a contrabbando, truffe e frodi informatiche. 

A livello regionale, dei 222 casi di usura registrati sull’intero territorio nazionale nel 2020, 43 hanno riguardato la Campania (pari a 19,4% del totale), seguita dal Lazio con 36 episodi, dalla Sicilia con 25 e dalla Puglia con 17 casi. Il Friuli Venezia Giulia ha registrato un evidente incremento di denunce passando da un solo evento del 2019 agli 8 casi del 2020.

Nella lettura del fenomeno, inoltre, non va trascurato il fatto che l’usura è un reato di tipo “sommerso”, in considerazione delle difficoltà e della paura delle vittime a denunciare, soprattutto in determinati contesti territoriali.

È perciò da considerare con attenzione il risultato dell’indagine dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla percezione dell’usura, da cui emerge che il 27 % degli imprenditori del commercio indica, nel corso del 2020, un aumento di tale fenomeno, a fronte di una percentuale, nel 2019, del 12,7 %. 

È del pari altrettanto significativo che il livello, sottolineo sempre percepito, dell’usura cresca sensibilmente (al 36%) tra le micro-imprese del commercio e dei pubblici esercizi. 

Di fronte a fenomeni che si manifestano in forme così nascoste e insidiose, l’azione dello Stato non si esaurisce nella, pur essenziale e determinante, attività repressiva, che prosegue senza sosta con un trend in aumento delle persone denunciate o arrestate dalle Forze di Polizia: 829 nel 2020 rispetto alle 707 del 2019. 

Un ruolo decisivo è a mio avviso rappresentato, infatti, dalla capacità di fare squadra mettendo in campo le migliori energie, pubbliche e private; espressione di tale sinergia sono le numerose Intese, sottoscritte anche recentemente, che danno il senso di una vera e propria “rete” per la legalità che Istituzioni e società civile stanno mettendo in campo. 

La valorizzazione della compartecipazione in tali ambiti ha rappresentato un tema prioritario per questo Ministero sin dal 2007, quando è stato promosso l’Accordo Quadro (in via di aggiornamento) con Banche, Associazioni imprenditoriali e di categoria, Confidi, Fondazioni e Associazioni antiracket, per stabilire un patto di fiducia e collaborazione volto a potenziare gli strumenti a sostegno dell’economia legale.

In questo solco, molte Prefetture, e tra queste Milano nel 2018, hanno stipulato accordi che mirano alla salvaguardia dell’accesso al credito legale da parte degli operatori economici e delle famiglie.
Fin dagli inizi dell’emergenza, ho chiesto ai Prefetti di mettere in campo la naturale vocazione di vicinanza ai territori per anticipare, per quanto possibile, la risposta ai fattori di criticità rilevati, chiamando a collaborare in maniera strutturata tutti i livelli di governo, categorie produttive, parti sociali, sistema finanziario e creditizio.

Sono di questi mesi i tanti protocolli stipulati dalle Prefetture che prevedono strumenti finalizzati ad agevolare, attraverso l’impegno dell’ABI e delle associazioni di categoria, l’accesso al credito e la rapidità dell’erogazione delle somme. 

Grazie a queste attività di osservazione e di collaborazione tra pubblico e privato, si stanno realizzando importanti iniziative di supporto agli operatori interessati e di informazione sull’utilizzo dei fondi di prevenzione dell’usura.

In concreto, sono stati spesso individuati “referenti” nelle banche, con il compito di seguire l’istruttoria delle pratiche di fido relative ai fondi di prevenzione dell’usura, ovvero “facilitatori antiusura”, appartenenti ad associazioni, per promuovere la conoscenza degli strumenti di prevenzione e solidarietà.

Le molteplici, articolate iniziative sviluppate dimostrano che le Istituzioni sono presenti e che ad esse i cittadini devono rivolgersi con fiducia.

In questi anni, molti sono i commercianti e le famiglie che si sono ribellati alle pressioni malavitose, “scegliendo” la legalità, denunciando e rivolgendosi, subito dopo, al Fondo antiracket e antiusura.

Talvolta, tuttavia, continuano a riscontrarsi atteggiamenti di indifferenza e disimpegno, poiché manca una piena consapevolezza che la denuncia dei fatti delittuosi è un dovere del cittadino ed è anche l’unica via attraverso la quale riprendersi la propria vita.

Occorre uno sforzo ancora più intenso da parte delle Istituzioni e delle associazioni antiracket e antiusura per favorire un incremento delle richieste di accesso al Fondo di solidarietà gestito dal Commissario straordinario del Governo. 

Le istanze di concessione del mutuo destinato alle vittime di usura denotano, infatti, un trend in diminuzione con 255 richieste inoltrate nel 2020 a fronte di 353 sia nel 2019 che nel 2018. Le regioni dalle quali proviene il maggior numero di istanze si confermano la Campania (36), il Veneto (30) e la Puglia (28).

Nel corso del 2020, il Comitato di solidarietà, istituito presso il Ministero dell’interno e presieduto dal Commissario straordinario, ha deliberato, per le vittime dell’usura, la concessione di mutui per oltre tre milioni e mezzo di euro (di cui circa 1.3 milioni di euro in Campania e oltre 680 mila euro in Puglia).  

In questi primi mesi del 2021, il Comitato ha accolto 12 domande di accesso al Fondo per le vittime di usura, deliberando la concessione di mutui per oltre 620 mila euro.

Dobbiamo incentivare quei comportamenti responsabili che portano alla denuncia e alla richiesta di aiuto allo Stato. Ai cittadini e alle imprese, si chiede di rifuggire da atteggiamenti di omertà che denotano contiguità ai comportamenti di intimidazione.

Le vittime di usura non devono avvertire un clima di solitudine e isolamento. In quest’ottica, rimane fondamentale l’attività delle nostre articolazioni periferiche - Prefetture e Forze di polizia - che conoscono le realtà locali e ne interpretano gli scenari evolutivi.

È altresì imprescindibile il ruolo dell’informazione e della comunicazione. A tal proposito, voglio ricordare la campagna appena promossa sulle reti RAI, per sensibilizzare le vittime dell’estorsione e dell’usura a scegliere di reagire, perché “Chi sceglie, trova lo Stato”.

Lo sviluppo di corrette dinamiche economiche impone, ancor più nell’attuale frangente di crisi, massima fluidità e tempestività nel circuito di erogazione delle misure di sostegno varate.

Al tempo stesso, è necessario assicurare i più rigorosi controlli per scongiurare il rischio - che, come abbiamo visto, è concreto - di indebite distrazioni di risorse destinate all’economia legale da parte della criminalità.

In questa direzione, si muovono i protocolli che ho nei mesi scorsi sottoscritto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e, rispettivamente, con la società SACE S.p.a. (che gestisce diverse forme di garanzie statali per i prestiti alle imprese) e l’Agenzia delle Entrate (che eroga i contributi statali a fondo perduto), mentre un’analoga intesa è in via di conclusione con Cassa Depositi e Prestiti, incaricata di gestire un “patrimonio destinato” alle imprese di maggiori dimensioni.

Tali protocolli, infatti, realizzano un meccanismo che prevede l’immediata attivazione dell’intervento di supporto finanziario alle imprese in difficoltà sotto condizione risolutiva, ossia con la restituzione degli importi in caso emergano infiltrazioni mafiose. 

La strada intrapresa conferma il valore della partecipazione nella costruzione di moderne politiche di sicurezza. 

Assume centralità, cioè, il ruolo delle stesse imprese, i cui comportamenti proattivi sono essenziali per raggiungere più avanzati livelli di tutela nei confronti dei fenomeni illegali che condizionano il mercato e pregiudicano la concorrenza.

In questa direzione, l’impegno di Confcommercio riveste valore paradigmatico.

Tra il Ministero dell’Interno e Confcommercio-Imprese per l’Italia intercorre, da tempo, un consolidato rapporto. 

Questa collaborazione, avviata sin dal 2011, ha ricevuto ulteriore impulso con la stipula, lo scorso 14 luglio, della nuova intesa volta a rafforzare gli impegni comuni per la prevenzione dei fenomeni di illegalità (tra cui estorsione e usura) e delle infiltrazioni della criminalità nelle attività d’impresa.

Significativa finalità dell’intesa è quella di valorizzare il c.d. “rating di legalità”, che costituisce, come noto, un’attestazione attribuita dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato alle imprese che assumono comportamenti ispirati a principi etici. 

In tal modo, gli operatori economici possono avvalersi di un meccanismo premiale che favorisce l’accesso al credito bancario ed ai finanziamenti erogati dalle pubbliche amministrazioni, alimentando un circolo virtuoso, funzionale ad una crescita economica sana.

Le proficue sinergie che abbiamo sviluppato con Confcommercio riguardano anche un altro fronte, altrettanto decisivo. Mi riferisco, nello specifico, allo sviluppo di più avanzati sistemi di video-allarme antirapina in grado di dialogare con gli apparati di pubblica sicurezza e consentire un tempestivo intervento in caso di necessità.  

In quest’ottica, il 12 dicembre 2019, abbiamo stipulato con Confcommercio e Confesercenti Nazionale un protocollo per favorire l’immediata trasmissione delle segnalazioni di allarme attraverso collegamenti diretti tra gli esercizi commerciali e le sale operative delle Forze di Polizia.

Tale approccio è stato poi replicato con le analoghe intese siglate insieme a Federpreziosi in data 4 dicembre 2020 e Federazione Italiana Tabaccai (entrambe aderenti a Confcommercio) il 30 dicembre 2020, in modo da tener conto delle specificità dei rispettivi settori e consentire la più ampia diffusione delle buone pratiche tra le imprese associate.  

Il quadro di iniziative che abbiamo tracciato riguarda più ambiti, dal contrasto all’intromissione delle consorterie criminali nei circuiti economici legali alla promozione di strumenti che consentano alle imprese di operare in contesti più sicuri. 

Il Ministero dell’Interno, come sempre, è al fianco dei cittadini e delle categorie economiche, con l’obiettivo di rendere, nella prospettiva attesa del rilancio economico e produttivo del nostro Paese, sempre più solidi i presìdi di legalità, che sono condizione imprescindibile per la crescita e lo sviluppo.