Lamorgese: "Sbarchi e Covid il mio autunno caldo"

29 Agosto 2020
Intervista di Alessandra Ziniti sul quotidiano Repubblica

L'autunno caldo di Luciana Lamorgese è già cominciato. Sbarchi a raffica difficili da gestire in tempi di Covid, il braccio di ferro istituzionale con il governatore Musumeci finito davanti ai giudici, i timori per la crisi economica e le tensioni sociali del Paese. E le aspre critiche di Salvini nei suoi confronti.

Ministro, lei è nel mirino e nel governo non si è alzata una voce In sua difesa. L'hanno lasciata con il cerino in mano?
«Un ministro dell'Interno si trova spesso a dover prendere decisioni da solo, in tempi rapidi, e quindi assumendo sull'amministrazione che guida un'enorme responsabilità. Questa del Viminale è una poltrona scomoda, dalla quale difficilmente si conquista consenso e si possono fare promesse. Ringrazio comunque gli esponenti politici che hanno espresso parole di solidarietà nei miei confronti».

II Viminale è in difficoltà nella gestione del migranti? Gli amministratori locali alzano barricate per paura che diffondano il contagio. 
«Mi preme chiarire che, sebbene ci sia una tendenza in aumento degli sbarchi autonomi rispetto al 2019, i numeri attuali non rappresentano un'emergenza: basta fare il raffronto con il 2011, l'anno delle primavere arabe, in cui arrivarono in Italia circa 30.000 tunisini mentre ora ne sono giunti 8.000 dall'inizio dell'anno. Le difficoltà sono di carattere logistico legate alle misure di profilassi sanitaria stabilite per il Covid 19».

In Italia, l'orizzonte è quello di un autunno rovente in cui gli effetti della crisi economica cominceranno a toccarsi con mano, dai licenziamenti alla morsa della criminalità sul tessuto economico. Avete evidenze dal vostro osservatorio?
«Quello che preoccupa di più sono gli effetti dell'emergenza Covid 19 sulla crisi di liquidità che colpisce le aziende e, di conseguenza, l'occupazione. In questo contesto, da mesi, le forze di polizia stanno monitorando molti indicatori finanziari e societari. E' in atto uno sforzo  intenso, anche da parte della magistratura, per evitare che tale deficit di liquidità possa essere finanziato dalle organizzazioni criminali che — attraverso l'usura, la rilevazione delle attività imprenditoriali e il mercato dei crediti deteriorati, ricorrendo anche a prestanome e società di copertura — puntano a inquinare l'economia sana». 

Le forze dell'ordine sembrano in difficoltà nel far rispettare le restrizioni ancora previste, dai divieti di assembramento alle mascherine. C'è una grande aggressività in giro. Tolleranza zero? 
«Destano preoccupazione e meritano la più ferma condanna i gravi atti di oltraggio e di violenza nei confronti del personale delle forze di polizia al quale va tutta la mia solidarietà. Le forze di polizia lavorano a tutela di tutti i cittadini e purtroppo, in questo clima di continua delegittimazione delle istituzioni, si alimentano atteggiamenti che rispecchiano lo scarso senso civico e che non riservano il rispetto per il lavoro di chi opera con sacrificio e talvolta a rischio della propria incolumità al servizio delle comunità». 

È preoccupata dall'inizio delle scuole? Si poteva fare dl più per trovare seggi elettorali alternativi?
«Tutto il governo è impegnato per consentire la riapertura in sicurezza delle scuole. ll ministero dell'Interno, fin dal 26 giugno, ha scritto all'Anci per provare ad individuare soluzioni alternative ai plessi scolastici. Le disponibilità offerte — per 271 sezioni, in 90 comuni divisi in 13 province — risultano purtroppo ancora poche e per questo ho istituito un gruppo di lavoro che, per le amministrative del 2021, sia in grado di individuare un numero molto più consistente di edifici pubblici non scolastici, o di beni confiscati alle mafie, che abbiano i requisiti necessari per ospitare i seggi». 

Torniamo all'immigrazione. Lei è andata due volte in Tunisia, ha chiesto di aumentare i rimpatri ma intanto centinaia di tunisini continuano ad arrivare.
I risultati delle due missioni in Tunisia già si vedono: gli sbarchi sono passati da un totale di 4226 a luglio a 1976 di agosto. Sono ripresi i voli per un totale di 80 rimpatri a settimana: dall'inizio dell'anno sono stati 497 i tunisini rimpatriati, 261 solo ad agosto. Le autorità tunisine, dalla fine di luglio, hanno impedito la partenza via mare a circa 4500 migranti, effettuando anche 50 arresti tra i responsabili del traffico. È chiaro però che la Tunisia non può essere lasciata sola ad affrontare questa grave crisi sociale ed economica». 

II governatore Musumeci intende andare avanti. Lampedusa chiede aiuto.
«A parte il caso di Lampedusa, nel quale si registra un effettivo sovraffollamento, in Sicilia i grandi centri per la quarantena vengono utilizzati per un numero di migranti inferiore alla capienza: i trasferimenti in altre regioni sono stati 4 mila dall'inizio dell'estate. Il governo ha impugnato l'ordinanza della Regione siciliana che avrebbe voluto imporre la chiusura di tutti i centri di accoglienza: il Tar Sicilia ha accolto il nostro ricorso perché il provvedimento interferisce con la gestione del fenomeno migratorio che è materia di stretta ed esclusiva competenza statale. A Lampedusa tutti i migranti sono sottoposti al tampone: ne abbiamo fatti oltre 6500 in tutta la Sicilia. Per alleggerire la pressione sull'hotspot da settimane ci sono due navi traghetto adibite perla quarantena dei migranti che, con la conclusione del periodo di isolamento precedente, hanno potuto imbarcare circa 850 persone. In Sicilia operano a supporto delle forze di polizia 979 militari. I lampedusani e il sindaco Martello meritano il massimo dell'attenzione da parte di tutte le istituzioni perché sopportano un situazione davvero difficile». 

Che ne è del nuovo decreto immigrazione?
È pronto. II testo è già stato trasmesso a Palazzo Chigi ed è il frutto di un tavolo con le forze di maggioranza che ho coordinato qui al Viminale».