«Il mio piano migranti: entrerà con permesso chi viene a lavorare»

11 Novembre 2020
Intervista del quotidiano Il Giornale al ministro Lamorgese

La svolta del ministro: «Servono canali regolari, li identificheremo alla partenza»

 

di Chiara Giannini

Roma - Dalle 9 è già al lavoro, come ogni mattina. La sua scrivania è piena di fascicoli, eppure ci accoglie al Viminale con un sorriso sereno, che, sotto la mascherina, si intuisce dalle pieghe degli occhi. II ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, nonostante il momento critico, risponde a tutte le domande, anche quelle più ostiche. Partiamo dal migranti.

Perché ne arrivano così tanti?
«Negli ultimi giorni gli sbarchi sono un po' diminuiti, ma abbiamo avuto momenti difficili a causa della grave crisi economica, politica e sociale registrata in Tunisia».

Lei ha proposto al governo un blocco navale, di cosa si tratta?
«Non è un blocco navale, che sarebbe un atto di guerra. Semmai, in pieno accordo con la Tunisia, metteremmo degli assetti come aerei e navi, ovviamente fuori dal loro spazio aereo e marittimo, per un'allerta precoce in modo da avvertirli laddove venga individuata un'imbarcazione in partenza e bloccarla nell'immediatezza visto che chi arriva dalla Tunisia, Paese sicuro, quasi mai chiede asilo».

A proposito di accordi, nel decreto immigrazione i tempi per identificazione e rimpatrio passano da 180 a 90 giorni. Sono stati raggiunti accordi per ottenere dal vari Paesi il lascia passare in tempi più brevi?
«Nei cpr attualmente abbiamo 1.425 posti, ma effettivi ce ne saranno circa 600 perché molti poi li distruggono deliberatamente per renderli inutilizzabili. I cpr, per funzionare meglio, dovrebbero essere a porte girevoli: nel senso che tu entri, esci e vieni rimpatriato. Sono fondamentali gli accordi coi Paesi di provenienza. In Tunisia sono andata due volte e ho ottenuto che da 2 voli a settimana, con 40 persone ad aereo, si passasse prima a 3 e ora a 4. Pensi che sono andata in Algeria dove non vedevano un ministro dell'Interno dal 2017. Ora abbiamo fatto un tavolo di lavoro e manderanno un pool di persone per darci una mano per le identificazioni».

Ci dica la verità, quindi anche lei è per bloccare gli sbarchi come dice il centrodestra?
«La linea, secondo me, è quella di creare dei canali di immigrazione regolare. Se tu dai permessi di soggiorno per 6 mesi e li fai venire a raccogliere la frutta però ce li hai tutti segnalati. Tuttavia, dobbiamo garantire la sicurezza sanitaria dei territori ed è il motivo per cui abbiamo fatto ricorso alle navi quarantena, dove ora le operazioni di identificazione le facciamo prima che salgano».

Che pensa del processo a Salvinl per nave Gregoretti?
«Non entro su questo tema, ma posso dire che ognuno ha agito secondo la propria coscienza e se Salvini pensa di aver fatto bene si difenderà nei modi giusti».

Terrorismo, esiste un rischio anche in Italia?
«C'è il massimo dell'attenzione. Noi abbiamo una prevenzione che funziona e coloro che risultano segnalati tramite rapporti con le autorità dei Paesi da cui provengono li mandiamo nei cpr per poi procedere ai rimpatri forzati. L'Isis esercita spesso una sorta di fascino su quelle persone. Noi quello dobbiamo temere».

Dopo la notizia che l'attentatore era passato da Lampedusa qualcuno ha chiesto le sue dimissioni. Perché non lo ha fatto?
«Non entro mai nelle polemiche, ma dico una cosa: allora anche in passato si sarebbero dovuti dimettere molti ministri quando si sono verificati altri passaggi di terroristi sul territorio. Non vuol essere una giustificazione, ma dobbiamo sempre avere un livello di guardia molto alto. Mi meraviglio sempre di queste polemiche italiane. Non ho mai sentito qualcuno in altri Paesi che chiedesse le dimissioni di un ministro anche con eventi gravi che si erano verificati».

Che cosa pensa dell'ipotesi di un governo di unità nazionale?
«Ritengo che adesso il governo stia lavorando al massimo. Si poteva forse agire in modo diverso, ma so quello che stiamo facendo dal momento che la pandemia ci ha colpito. Chi mai ha avuto un periodo così?».

Parliamo delle manifestazioni di piazza dei violenti. Pensa che stiano facendo pressioni anti lockdown?
«Il periodo che stiamo vivendo è difficile e ho sempre detto che poteva determinare una rabbia sociale. Siamo già a 460 manifestazioni dal 24 ottobre. A chi manifesta legittimamente dico di isolare i violenti e considerare che gli agenti sono lì per garantire la sicurezza e la libertà di espressione di tutti».

Ministro, lei si sente vicina a qualche partito politico? (Ride, ndr).
«No, guardi, assolutamente. Che vuole, dopo 44 anni di servizio nella mia amministrazione... Sono stata prefetto per tanti anni. La terzietà fa parte di me. Sono una persona delle istituzioni, ho sempre lavorato per lo Stato e sono prestata in questo ruolo».